Non c’è pace tra gli ulivi. Se il contagio di Xylella fastidiosa che sta colpendo gli ulivi del Salento fosse un remake del film neorealista di Giuseppe De Santis, racconterebbe la storia di un batterio arrivato da lontano, trasportato da chissà quale insetto nascosto in qualche pianta tropicale, che infetta gli ulivi provocandone il disseccamento e mandando in rovina gli agricoltori pugliesi, costretti a estirpare le loro amate piante per evitare che ne contagino altre e che la peste colpisca altri agricoltori. Ma siamo in un’altra epoca, il neorealismo non tira più. D’altronde qualcuno si è appassionato all’arrivo del punteruolo rosso? C’è stata una mobilitazione della società civile o un appello degli intellettuali? Continuiamo a leggere, facciamoci del male cliccando qui.

Io non sono che un mancato contadino, anzi un mancato bracciante, quindi non ho titoli per chiedere la parola in questa illustre discussione. Mi accontento pertanto di leggere quello che vanno scrivendo nei giornali di regime e predicando nelle conferenze patrocinate da incappucciate e grembiulate associazioni e postate nei fogli virtuali pro e contro da illustri accademici e professori.
Senza premettere che, ad aprire gli occhi e le orecchie, si possono incontrare insieme, senza alcuna dissimulazione, preoccupati tecnici e studiosi di agronomia con (dis)interessati manager di industrie chimiche e farmaceutiche, senza sottolineare la fame di contibuti di certi latifondisti che dalla terra spremono soltanto l’oro zecchino se non basta quello liquido e il cinismo da fabbricanti di armi del partito del cemento, LEGGO E SCELGO:
Sicuramente fa parte di un disegno terroristico il martellante annuncio di un pericolo di catastofe da parte dei media locali e nazionali.
Certamente esiste un partito di speculatori che si sono annoiati di vivere dei sempre più modesti contributi elargiti dai governi nazionali e sovranazionali, posto che le sconfinate e geometriche “chiantate” che hanno fatto la ricchezza di coltivatori e industriali dell’olio per illuminazione richiedono cure umane sempre più costose da rendere svantaggioso il valore aggiunto del prezioso prodotto.
ESISTE anche qualche TIMIDA VOCE che suggerisce di non sterminare con l’eradicazione totale il nostro grande patrimonio di “chiantate” CONSIDERATO che l’ULIVO come l’UOMO è pianta millenaria e sicuramente ha già superato nei secoli altre malattie e pestilenze oltre che attacchi dissennati della bestia umana.
Tirando le somme, io che non so leggere e scrivere, credo che dovremo difendere il nostro territorio anche facendoci scudi umani.

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Sono sinceramente preoccupato.

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Un pensiero su “Solo la Xylella è fastidiosa?

  1. L’ha ribloggato su Un Paese più… dipende da noi!e ha commentato:

    Certamente esiste un partito di speculatori che si sono annoiati di vivere dei sempre più modesti contributi elargiti dai governi nazionali e sovranazionali, posto che le sconfinate e geometriche “chiantate” che hanno fatto la ricchezza di coltivatori e industriali dell’olio per illuminazione richiedono cure umane sempre più costose da rendere svantaggioso il valore aggiunto del prezioso prodotto.

    Mi piace

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