Secondo un favoloso calendario virtuale del tempo o, meglio, il giornale di bordo di una fantastica astronave del tempo e dello spazio, sepolta sotto “Il Giardino delle Meraviglie”, il giorno DODICI FARVARDIN DOESARODAVAZDA, cioè 1° Aprile 2012, i quotidiani locali di Brindisi avrebbero riportato la notizia fantastica del crollo dei palazzi costruiti nel famoso “Giardino delle Suore”.
Chi passa per queste strade può vedere in questo momento, oggi, attrezzature di costruttori sparse in mezzo alla costruzione che sembra versare in stato di abbandono tra il fango e la ruggine che la fanno da padroni. Da un lato, al posto del terzo blocco si vede una grande voragine, come se il manufatto di cemento armato vi fosse sprofondato dentro e dal terreno circostante spuntano spezzoni di tondino d’acciaio, come dopo un bombardamento aereo.
Alle finestre ed ai balconi dei due condomini sopravvissuti si possono vedere esseri umani grandi e piccoli che godono di questo panorama. (Se vai su Google maps puoi verificare!).
In questa storia si perde anche la “storia” di un “martire” sconosciuto e dimenticato, di cui ho saputo casualmente e di cui non sono riuscito a ricostruire la storia. Si tratta di uno dei cosiddetti “Schiavi di Hitler”, quei militari italiani che dopo l’armistizio si rifiutarono di mettersi contro il proprio popolo a fianco dei nazisti e finirono nei campi di lavoro e nelle fabbriche tedesche. Di Lui ho ricostruito la storia fino al 25 Aprile 1945, dopo non trovo traccia. Spero di poterlo un far ricordare un giorno come meritano tutti gli eroi silenziosi che accettano di soffrire e di essere dimenticati pur di non tradire.
Qui davanti a casa mia hanno fatto un grosso buco anche nella storia. Non sarà per questo 25 Aprile, ma spero di poterlo colmare, avendo vita.

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Un pensiero su “Il Giardino delle Meraviglie

  1. Più precisamente il rettangolo di 4556 metri quadri che si stende tra via Fulvia, via Piave, via Malta e via Trento. Se sei bravo con Google riesci a vederlo. L’immagine di Google è abbastanza datata, ma non diversa da quella attuale che io vedo anche adesso.

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