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Da 18 al 19 Aprile, si terrà la prima Assemblea Nazionale che vede finalmente definito il nostro “corpo sociale” e che come tale può assumere in piena facoltà decisioni collettive. Sarà un’Assemblea di delegati e delegate, dovendo rappresentare l’insieme di coloro che, sottoscrivendolo nelle sue linee di fondo, hanno aderito al nostro percorso.

Dovremo discutere delle tappe, modalità e contenuti di quel processo costituente rispetto al quale abbiamo detto che vogliamo metterci al servizio per costruire una “casa comune della sinistra politica e sociale“, per contribuire alla nascita anche in Italia di un nuovo soggetto politico ampio, credibile, innovativo, determinato a contendere, anche a livello elettorale, la guida del Paese, alternativo alle politiche di Renzi e del PD.

Un soggetto che dovrà essere molto più ampio, capace di coinvolgere parti di società e di militanza politica più estese e plurali, rimettere in movimento strati di popolazione e di elettorato disillusi, conquistare strati sociali e persone oggi anche molto lontani da noi.

La breccia che si è aperta in Europa con la vittoria di Syriza in Grecia e la riattivazione del conflitto sociale in Italia contro le politiche del Governo Renzi su Jobs Act e riforma del pubblico impiego, decreto Poletti sulla precarizzazione, Sblocca Italia, grandi opere e saccheggio del territorio, riforme costituzionali, riforma elettorale, attacco ai beni comuni e privatizzazioni, ci indicano una possibilità – che per ognuno di noi diventa una responsabilità – di tentare di “unire ciò che il neoliberismo ha diviso” e di rompere la drammatica separazione tra la dimensione politica e quella sociale.

E’ importante continuare a far sentire la voce di chi rifiuta la logica della nuova destra populista, lepenista, xenofoba e razzista, impregnata di forti connotati fascisti, lanciata da Salvini e CasaPound. Dobbiamo far sentire la voce della società civile, unita dai valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo, della pratica dell’accoglienza, della solidarietà, della giustizia sociale.

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5 pensieri su “L’Altra Europa con Tsipras: assemblea nazionale.

  1. “La sfida è cambiare anima all’Europa, traghettarla dal credo mercantilista a quello sociale.

    Dobbiamo sbarazzarci della logica della sopraffazione per sostituirla con quella della cooperazione, della programmazione, della sostenibilità.

    Non ha senso mangiare patate irlandesi o indossare scarpe indonesiane. Non serve a noi e non serve all’ambiente. Le economie dovrebbero produrre in via prioritaria per la gente del luogo.

    Questo dovrebbe fare un’Europa a vocazione sociale: vigilare che nessuno si espanda a tal punto da danneggiare gli altri e intervenire con misure fiscali, doganali, creditizie per rendere il contesto europeo più omogeneo da un punto di vista salariale, normativo, contributivo. Se invece si incaponirà a voler fare il custode della guerra di tutti contro tutti, lasciando che i più forti sopraffacciano i più deboli, beh allora non solo scomparirà l’euro, ma la stessa Unione Europea che si trasformerà in una polveriera di odio reciproco.”

    (Francesco Gesualdi – allievo di Don Milani, economista, accettò di candidarsi nella lista Tsipras.)

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