partigia

I «partigia» erano – secondo un modo di dire piemontese – i combattenti della Resistenza spregiudicati nell’uso delle armi: decisi e svelti di mano. A loro Primo Levi, nel 1981, ha dedicato una poesia (*). Narratore formidabile, Levi non ha mai esplicitamente affrontato i fatti delle settimane dell’autunno 1943 da lui trascorse come ribelle nella valle d’Aosta, prima che egli fosse catturato e deportato ad Auschwitz. Il dilemma della scelta che, dopo l’8 settembre si pose ai giovani di una nazione allo sbando, è, sopratutto oggi che i fatti si allontano nelle nebbie della storia, un tema bruciante. Il problema della legittimità e della moralità della violenza partigiana prima e sopratutto dopo il 25 aprile è tuttora lacerante, vedasi, ad esempio, l’annosa diatriba Bocca/Pansa ora sopita a causa della morte di Bocca. Tra le figure esemplari di questa lacerazione Primo Levi è in primo piano. Dolente, prima ancora che come testimone della Soluzione finale del problema ebraico, come testimone degli aspetti più scabrosi di una guerra civile. La poesia che segue potrebbe essere considerata un testamento o meglio una resa dei conti.

(*) Partigia

Dove siete, partigia di tutte le valli,
Tarzan, Riccio, Sparviero, Saetta, Ulisse?

Molti dormono in tombe decorose,
quelli che restano hanno i capelli bianchi
e raccontano ai figli dei figli
come, al tempo remoto delle certezze,
hanno rotto l’assedio dei tedeschi
là dove adesso sale la seggiovia.

Alcuni comprano e vendono terreni,
altri rosicchiano la pensione dell’Inps
x si raggrinzano negli enti locali. (@aliante)
In piedi, vecchi: per noi non c’e’ congedo.

Ritroviamoci. Ritorniamo in montagna,
lenti, ansanti, con le ginocchia legate,
con molti inverni nel filo della schiena.
Il pendio del sentiero ci sarà duro,
ci sarà duro il giaciglio, duro il pane.

Ci guarderemo senza riconoscerci,
diffidenti l’uno dell’altro, queruli, ombrosi.
Come allora, staremo di sentinella
perché nell’alba non ci sorprenda il nemico.

Quale nemico? Ognuno e’ nemico di ognuno,
spaccato ognuno dalla sua propria frontiera,
la mano destra nemica della sinistra.
In piedi, vecchi, nemici di voi stessi:
La nostra guerra non e’ mai finita.

#antifascismo, #politica

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Un pensiero su “il ‘partigia’ Primo Levi

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