no

Referendum Costituzionale.

Incontro pubblico per la costituzione del comitato locale per il NO al referendum sulle modifiche effettuate alla Costituzione dal Governo Renzi.

Presso Villa 5 – Parco Dalla Chiesa, Collegno – 19 maggio 2016.

L’incontro viene aperto dal padrone di casa Gabriele Moroni dell’ARCI che condivide la posizione referendaria negativa con l’ANPI. La riforma costituzionale, proposta dal Governo e non dal Parlamento come prevede la Costituzione, compromette la partecipazione democratica del popolo.

Il superamento del bicameralismo perfetto che deriva dalla riforma sbilancia la gestione del potere in direzione del Presidente del Consiglio, realizzando quanto già teorizzato in precedenza.

Secondo la Prof.ssa di diritto costituzionale, presso l’Università di Torino, Alessandra Algostino, il processo di attacco alla democrazia concluso con questa riforma ha avuto inizio negli anni ottanta, tendendo ad una verticalizzazione della gestione del potere.

Il disegno di legge governativo Boschi è stato votato, da un Parlamento delegittimato dal fatto di essere stato eletto con una legge elettorale dichiarata anticostituzionale dalla Corte Costituzionale, senza la necessaria ampia condivisione della Nazione prevista dalla Costituzione.

La nostra è una Costituzione armonica nei meccanismi di equilibrio fra i poteri dello Stato. La riforma, invece, tende a concentrare i poteri nelle mani del Presidente del Consiglio attraverso un depotenziamento dei controlli del Parlamento.

Sposando questa riforma costituzionale alla nuova legge elettorale approvata dal Parlamento in carica e denominata “italicum”, si otterrà un vulnus democratico netto, basti dire che l’abnorme premio di maggioranza previsto assegnerà il 54% dei seggi a chi prenderà il 40% dei voti al primo turno o (molto più probabilmente) il 20% al secondo turno. Il Paese sarà governato da una minoranza e non da una maggioranza con una Costituzione svuotata dei suoi contenuti di equilibrio.

Per approfondire le motivazioni del no, si rimanda al sito http://www.iovotono.it/.

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2 pensieri su “no!

  1. L’ha ribloggato su Lo smemorato di Collegnoe ha commentato:

    Supera il bicameralismo?
    NO, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato
    *
    Produce semplificazione?
    NO, moltiplica fino a dieci i procedimenti legislativi e incrementa la confusione
    *
    Diminuisce i costi della politica?
    NO, i costi del Senato sono ridotti solo di un quinto e se il problema sono i costi perché non dimezzare i deputati della Camera?
    *
    È una riforma legittima?
    NO, perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale

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