il post brexit

trasferimento GB

In seguito al risultato del referendum “Brexit”, il Governo britannico dovrà “al più presto” avviare la procedura di recesso volontario e unilaterale ai sensi dell’articolo 50 del Trattato UE, il quale prevede una trattativa di durata biennale.

Andrea Leadsom, candidata emergente per la leadership del Partito Conservatore e del governo britannico, si è presentata come garante dell’attuazione della Brexit dopo il referendum confermando di volere l’avvio dei negoziati per il divorzio da Bruxelles al più presto possibile, senza rinvii. L’attuale sottosegretaria all’Energia ha assicurato che un eventuale governo guidato da lei garantirà il diritto dei cittadini dell’Ue residenti in Gran Bretagna di restare. I negoziati per l’uscita dall’Unione, secondo Leadsom, saranno condotti da un team governativo, ma che verranno consultati il mondo dell’impresa, dell’economia e i partiti di opposizione.

Intanto Nigel Farage il leader della Brexit, proprio ora che l’obiettivo è a portata di mano si è dimesso per “riavere indietro la sua vita”. Difficile non vedere in questo comportamento l’ammissione della mancanza totale di piani suoi o del suo gruppo per fare di quel loro sogno la realtà di domani.

Esaminiamo ora concretamente gli scenari che si preparano per la negoziazione fra il Regno Unito e l’Unione Europea:

– il Regno Unito (non troppo, dopo le voci di secessione della Scozia) potrebbe scegliere di entrare nello Spazio Economico Europeo (SEE) come l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia. Questa opzione preserverebbe i vantaggi della legislazione del mercato unico, ma non consentirebbe al Regno Unito di influenzare direttamente il processo legislativo dell’UE;

– è molto probabile che il Regno Unito cercherà di negoziare con l’UE più accordi su temi specifici (come i servizi finanziari/bancari) oppure un singolo accordo trasversale ai settori (una sorta di accordo omnibus). Tali accordi possono concedere il diritto alle imprese europee di stabilire succursali o filiali nel Regno Unito e viceversa, e anche prevedere limitati diritti relativi ad attività transfrontaliere dirette.

Entrambe le opzioni minimizzerebbero di molto gli effetti negativi della Brexit. Al contrario, se nessuna di queste alternative dovessero essere perseguita, le barriere giuridiche potrebbero limitare profondamente l’accesso al mercato finanziario di Londra. Tuttavia, alcune recenti leggi finanziarie dell’UE hanno introdotto un “regime di equivalenza dei paesi terzi” che permette alle persone giuridiche di Paesi terzi di accedere alla UE in base ai principi di reciprocità e di equivalenza. Il governo del Regno Unito può tentare di far leva su questo principio e, quindi, rassicurare gli investitori globali che il proprio regime normativo prevede l’equivalenza a quello dell’UE.

Intanto gli azionisti del London Stock Exchange, la Borsa di Londra di cui fa parte anche il listino italiano, si sono espressi a favore dell’accordo di fusione con la Borsa Tedesca (Deutsche Boerse) con una percentuale pari al 99,92%. Questo il risultato dell’assemblea straordinaria dei soci dell’Lse convocati per esprimersi sul progetto di integrazione con il partner tedesco dopo il no all’Europa da parte della Gran Bretagna la dice tutta sulla reale pericolosità della Brexit. E’ la finanza bellezza!

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la centesima scimmia

L’effetto centesima scimmia è stato descritto dal biologo Lyall Watson nel suo libro del 1980 ‘Lifetide’ (La Marea della Vita) in cui racconta che negli anni ’50 alcuni  primatologi giapponesi studiarono per 30 anni la scimmia giapponese Macaca Fuscata  che, osservando il comportamento di un certo numero di colonie selvagge di questi primati, rilevarono un fenomeno sorprendente. Un gruppo di macachi aveva imparato spontaneamente a lavare le patate per eliminare la sabbia  e altre incrostazioni prima di mangiarle. Un  fenomeno ben noto e studiato dai primatologi.

Watson afferma che dopo che novantanove macachi avevano dovuto apprendere la tecnica nel modo consueto, una centesima scimmia aveva imparato spontaneamente a lavare le patate. La lezione della centesima scimmia pareva chiara: se un numero sufficiente di individui, ovvero una “massa critica”, sperimenta una stessa esperienza, ad un certo punto si produrrà lo stesso fenomeno transpersonale che si è verificato fra le scimmie giapponesi, e tutta l’umanità sperimenterà una trasformazione istantanea. E’ con questa speranza di condivisione di esperienze che si chiude il film La centesima scimmia .

Si tratta del nuovo film documentario del filmmaker Marco Carlucci, realizzato con il contributo di economisti, scrittori, giornalisti, blogger, europarlamentari, giuristi, associazioni umanitarie ed i cittadini europei. Un racconto dell’attuale crisi finanziaria e sociale vista in un’ottica opposta a quella istituzionale, un punto di vista che mette in guardia la gente comune nei confronti della propaganda che da anni ripete il mantra di un prossimo miglioramento delle economie.Il video incarna la visione sociale del cittadino, alternata dalle sconvolgenti dichiarazioni degli esperti e di quei pochi politici europei che mettono di discussione il ruolo della Banca Centrale Europea, della finanza speculativa e delle banche fiancheggiatrici. E’ in questo clima che appare Hub, a rappresentare la protesta e l’esigenza di una reale democrazia. Hub è un nome fittizio, eloquente ed emblematico, dietro il quale si cela un misterioso blogger, che si materializza nei luoghi più disparati, davanti al Parlamento Europeo o al centro delle proteste popolari in Spagna, Grecia ed Italia.

Hub è il pensiero contro, informato e libero, che aiuta a comprendere le trame dei nuovi padroni del mondo, e mostra come sia un diritto e un dovere di ciascuno difendersi e provare a ribaltare tale logica dispotica.

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“La centesima scimmia” è un documento senza confini, che concede spazio e voce alle teorie alternative al dogma dell’austerity, al ruolo centrale della Germania e alle soffocanti ricette economiche imposte dai governi ai cittadini, come se fossero l’unica via d’uscita.Con tutto il dramma derivante dalla perdita del lavoro, della casa, della dignità e di ogni futuro in un mix di forza e di passione, “La centesima scimmia” mostra l’Europa dei popoli, uniti oggi sotto il tallone oppressivo della finanza, delle banche e dei poteri occulti, l’altra Europa.

Articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA – Ciclo di incontri organizzato dal Comitato di Via Asti – Torino. Giovedì 25 giugno 2015 – Incontro con Gustavo Zagrebelsky (*)

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utti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Provo a riportare qui quanto ho capito dalla bellissima lectio di Gustavo Zagrebelsky a proposito dell’articolo 3 della nostra Costituzione. Oramai è chiaro a tutti noi che la Sovranità del popolo italiano è limitata dal debito pubblico e dalla sua notevole consistenza. Debito che è in mano ad investitori interni, ma sopratutto esterni. Questi investitori esterni (la Finanza) si comportano, con gli Stati di cui sono creditori, come si comporterebbero con qualsiasi impresa privata, esigono il pagamento degli interessi ed influiscono quindi sulla gestione del bilancio, fino a pretendere il fallimento (default) in caso di insolvenza.
Uno stato può ora fallire, pensiamo alle condizioni della Grecia ad esempio; la Finanza internazionale e le istituzioni europee (asservite a questa) pretendono che la Grecia ripaghi il suo debito, i governati greci sono costretti a ridurre i servizi al popolo che diventa sempre più povero, mentre la Finanza e i Paesi europei più forti (la Germania) si arricchiscono sempre di più e non si fermeranno davanti ai disastri, arriveranno a chiedere il default della Grecia per comprarsela pezzo a pezzo. A questo punto c’è da chiedersi che ne è dell’uguaglianza di tutti i cittadini, se essa dipende dal pagamento del debito pubblico.

L’articolo 3 deriva dalle idee affermatesi con la Rivoluzione Francese che ha introdotto il concetto di cittadino, che altro non è che un sinonimo di essere umano. Esso, nel suo primo comma, tratta di un’uguaglianza formale cioè dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Esso esclude privilegi e leggi ad personam. Però, trattare tutti i cittadini allo stesso modo non è giustizia, ma somma di ingiustizie, in quanto gli individui, comunque, sono diversi fra loro ad esempio a causa della loro provenienza sociale.

Il Costituente ha voluto quindi introdurre il concetto di uguaglianza sostanziale, occorre cioè operare con positività per rimuovere le ragioni di disuguaglianza, tutto ciò che impedisce il pieno sviluppo della persona umana. Quindi no all’ugualitarismo, no al livellamento tout court delle condizioni di vita, no alla pianificazione dell’esistenza (comunismo). Tutto ciò riduce la libertà.

Il secondo comma dell’art. 3 mira proprio a rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo della persona umana, punta cioè all’uguaglianza sostanziale di tutti i cittandini. Durante il piccolo dibattito seguito alla lectio, premettendo che non è assolutamente il caso di Gustavo Zagrebelsky, si è stabilito che, oramai, si può affermare che in Italia, non esiste più la figura dell’intellettuale, molti sono invece i consulenti. Questi ultimi altri non sono che coloro che hanno abdicato alla loro funzione di autonomi intellettuali trasformandosi in quelli che sono chiamati, anche dallo Stato, a fornire pareri pro veritate a pagamento.

Ovvio che l’indipendenza e l’autonomia di giudizio di costoro è più che pregiudicata. A fronte di pareri di questa fatto pare ovvio che si possa fare ciò che si vuole, supportati da pareri d’alto lignaggio.

Articolo pubblicato su Agoravox

L’altra Ceglie candida cani e porci…

Cani e porci 0
Cos’è “Cani e porci”, chi siete e qual è il vostro scopo?
Questa è una critica sana e genuina che ha come obiettivo principale il criticare ciò che siamo costretti a subire noi poveri cittadini che dovremmo andare a votare “la gente che più ci rappresenta”. Ogni giorno ci ritroviamo con Santini Elettorali (altre volte con esplicita richiesta tramite messaggio in privato, alzi la mano chi non ne ha ricevuto almeno uno…) che fanno più ridere di una barzelletta, leggendo nomi di “cani e porci” che fieri si prestano a sorridere in cerca di un voto.  Siamo ragazzi dai 19 ai 22 anni che  studiano in tutt’Italia ed in diverse università… come la maggior parte dei cegliesi in questo periodo  finiamo inevitabilmente per parlare di politica rimanendo allibiti dal numero così alto di candidature, ma soprattutto dal fatto che molti dei 317 candidati sono giovani, nostri coetanei che si sono presentati alle elezioni senza un diploma o un titolo di studio adeguato a ricoprire una eventuale carica di consigliere. Ragazzi del 1997 e del 1996 che hanno compiuto 18 anni il mese scorso e che sono stati presentati con il solo scopo di aggiudicarsi più voti possibili per contribuire alla vittoria finale dei loro grandi capi. La nostra è una protesta sia contro i candidati stessi che non hanno fatto un check-up delle loro conoscenze (molti di loro li conosciamo dall’infanzia “ni ma crisciut”), ma soprattutto contro quei grande capi che hanno permesso la loro candidatura senza verificare o testare le loro competenze. Hanno dunque presentato “cani e porci”, dando uno schiaffo fortissimo a tutti quei valori e quegli ideali che la politica stessa dovrebbe rappresentare, e così facendo ci rimettono loro stessi che non sanno ciò che fanno e perché lo fanno, ma soprattutto tutta la città.
Non credete che con le vostre accuse vi poniate “al di sopra”?
Con tali accuse e con i nostri post non intendiamo “sopraelevarci” o giudicare i candidati ma solo denunciare quello che molti cegliesi pensano: per fare politica ci vogliono le giuste competenze e la giusta esperienza ma molti non ne sono in possesso. Non accettiamo determinate candidature ma siamo pronti a lottare per far valere il loro sacrosanto diritto a candidarsi, riteniamo soltanto che un po’ di buon senso non guasterebbe. Noi non intendiamo stare in silenzio di fronte a questa situazione ed invitiamo chiunque la pensi  allo stesso modo a non restare in silenzio ma ad esporsi perché chi sarà eletto dovrà prendere decisioni che avranno i loro effetti su tutta la collettività.
Il 31 maggio cosa farete?
Il 31 Maggio 2015 ogni cittadino Cegliese è libero di votare chi meglio crede, ma date un peso al vostro voto scegliendo con un minimo di buon senso… Buone elezioni e non dimenticate di votare “Cani e Porci” con Antonio Sindaco.”
Grazie Ahi Ceglie per il prestito e… vota Antonio, vota Antonio

appoggio esterno… per le elezioni comunali a Ceglie Messapica

Ultimamente ho preso le distanze da Sel, ma rimane una mia …brace sotto la cenere. E’ per questo che ho deciso, dalle pagine di questo blog che vuol essere un punto di riferimento per una Ceglie altra e progressista, un appoggio esterno alla lista di Sinistra Ecologia e Libertà che si presenta per le elezioni comunali di Ceglie Messapica.

LOGO SEL

Lista che fa parte di una coalizione che appoggia Pietro Mita quale candidato Sindaco.

Appena reperisco il programma della coalizione provvederò ad esporlo anche qui.

Il Giardino delle Meraviglie

Secondo un favoloso calendario virtuale del tempo o, meglio, il giornale di bordo di una fantastica astronave del tempo e dello spazio, sepolta sotto “Il Giardino delle Meraviglie”, il giorno DODICI FARVARDIN DOESARODAVAZDA, cioè 1° Aprile 2012, i quotidiani locali di Brindisi avrebbero riportato la notizia fantastica del crollo dei palazzi costruiti nel famoso “Giardino delle Suore”.
Chi passa per queste strade può vedere in questo momento, oggi, attrezzature di costruttori sparse in mezzo alla costruzione che sembra versare in stato di abbandono tra il fango e la ruggine che la fanno da padroni. Da un lato, al posto del terzo blocco si vede una grande voragine, come se il manufatto di cemento armato vi fosse sprofondato dentro e dal terreno circostante spuntano spezzoni di tondino d’acciaio, come dopo un bombardamento aereo.
Alle finestre ed ai balconi dei due condomini sopravvissuti si possono vedere esseri umani grandi e piccoli che godono di questo panorama. (Se vai su Google maps puoi verificare!).
In questa storia si perde anche la “storia” di un “martire” sconosciuto e dimenticato, di cui ho saputo casualmente e di cui non sono riuscito a ricostruire la storia. Si tratta di uno dei cosiddetti “Schiavi di Hitler”, quei militari italiani che dopo l’armistizio si rifiutarono di mettersi contro il proprio popolo a fianco dei nazisti e finirono nei campi di lavoro e nelle fabbriche tedesche. Di Lui ho ricostruito la storia fino al 25 Aprile 1945, dopo non trovo traccia. Spero di poterlo un far ricordare un giorno come meritano tutti gli eroi silenziosi che accettano di soffrire e di essere dimenticati pur di non tradire.
Qui davanti a casa mia hanno fatto un grosso buco anche nella storia. Non sarà per questo 25 Aprile, ma spero di poterlo colmare, avendo vita.

L’inganno chiamato Xylella

sputacchia

Per la lotta al batterio Xylella Fastidiosa, che è un batterio e non un virus (sic!), le istituzioni hanno dispiegato truppe peggio che fossimo in una guerra d’inganni.

I consulenti scientifici che se ne stanno occupano non si sa con quale autorità, non sono batteriologi ma virologi, tra questi i ricercatori Savino, Boscia, Martelli. A questi signori che pretendono di essere dei ricercatori, degli scienzati insomma, pur non avendo uno straccio di competenza in materia batteriologica, non hanno nemmeno lontanamente pensato (forse perché interessati ad altro), che avrebbero dovuto interpellare appunto batteriologi, entomologi e patologi vegetali. Non un solo pensiero gli è venuto sulla possibilità di affrontare il problema attraverso la lotta con gli antagonisti naturali. Vanno dritti per la loro strada, affidandosi manco a farla apposta alla chimica fornita dalle multinazionali. Una strada che ci porta tutti, loro compresi, verso il baratro.

La xylella non è un virus e non può essere trattato come se lo fosse, eppure è quello che si sta facendo con l’approvazione della politica.  Per ammissione degli stessi ricercatori questo batterio è veicolato da un insetto (la sputacchina), materia di cui loro, è bene ribadirlo, non hanno competenza. Il guaio è che questi signori sono ascoltati da una classe politica di ignoranti della peggior specie che, non solo gli da conto, peggio rende esecutivo un piano (abbattimento di migliaia di olivi e uso della chimica), in base ad argomentazioni che non hanno alcun fondamento scientifico e che produrrà solo disastri che pagheremo per decenni se non secoli.

Si delinea sempre più chiaramente un quadro che lascia intendere come la missione è battere cassa da ogni dove: dallo Stato, dalla UE, dalle Multinazionali che non vedono l’ora di conficcare i loro artigli sul Salento e sulla Puglia intera.

Un attacco senza precedenti, da 3000 anni a questa parte, è in corso contro gli ulivi pugliesi. Molti uliveti sono abbandonati a se stessi perchè i proprietari sono ridotti alla fame, dai prezzi bassissimi che vengono applicati all’ingrosso: un litro di olio extravergine d’oliva è stato pagato, quest’anno 2 euro come vent’anni fa, a fronte di costi di produzione decuplicati. La concorrenza dei mercati esteri è spietata, arriva dall’estero olio di pessima qualità e a prezzi stracciati. L’abbandono delle cure unitamente all’uso di spesticidi di basso livello ha determinato il repentino disseccamento degli alberi che viene attribuito quasi esclusivamente alla xylella fastidiosa e al suo vettore sputacchina. Per ironia della sorte, entrambi hanno una denominazione da commedia, ma sono immersi in una vera tragedia che sta conducendo verso la radicale decisione di abbattimenti indiscriminati ed inutili; possibile che gli ulivi, che hanno resistito a 3000 anni di attacchi naturali, ora possono soccombere così repentinamente a questi miseri e miopi interessi?